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Gesù

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GESU' SCIENZIATO

Se pensate che Gesù sia Dio, io non posso dirvi niente di più interessante. Se invece la vostra fede è incerta come la mia o assente forse qualche ragionamento interessante sull'uomo Gesù lo possiamo fare. Per esempio che forse il più grande monumento, in continua crescita, che sia stato fatto ad un uomo, è la data di oggi, conteggiata dalla Sua nascita, e diffusa su gran parte del pianeta. Che poi gli storici abbiano scoperto che è nato 4 o 5 anni prima e quindi non è morto a 33 anni ma a 37 o 38 poco cambia. Soprattutto dell'importanza del suo pensiero e operato.

L'altro aspetto non sempre affrontato è il Gesù sapiente, oserei dire scienziato. Per esempio per me doveva o meglio poteva, se avesse voluto, essere un grande economista in grado di scrivere gli stessi libri, sicuramentee meglio, di Adam Smith, (1600) considerato il padre dell'economia moderna. E questo lo deduciamo da pochi indizi, ma lampanti. Primo fra tutti il velenoso e famoso quesito: "se era giusto pagare il tributo ai romani?" Qui, il parallelo con Smith è fortissimo perchè anche lui era un grande conoscitore dell'animo umano e. figlio di dirigente delle dogane, grande studioso di tasse e di come diventassero ricche le Nazioni (Della ricchezza delle Nazioni, resta il suo libro più famoso). Gesù capisce al volo la malizia della domanda alla quale rispondendo sì, si schierava con i Romani, rispondendo no con il popolo. Allora risponde con un trattato di Scienza delle Finanze riassunto in due frasi come solo i veri intenditori possono permettersi di fare. Comprensibile dal Sommo sacerdote come dal più analfabeta dei presenti. La risposta è famosa, la sapete, ma vale la pena ripassarla. Gesù si fa dare una moneta e chiede chi è quell'uomo raffigurato. In coro tutti dicono "è Cesare". Gesù, "semplicemente" risponde. con le mitiche parole: "date a Cesare quel che è di Cesare", ... "e date a Dio quel che è di Dio".

Prima di tutto si riapre il doppio discorso, che Gesù non perde occasione di sottolineare. Se io credo in Dio, della prima parte cioè delle tasse, me ne preoccupo fino ad un certo punto. Se invece il mio problema sono legittimamente il benessere economico mio e della mia famiglia, spesso la soppravvivenza, Gesù mi insegna che se esiste uno Stato è perchè ti da qualcosa. Ti stampa come minimo la moneta per facilitarti gli scambi. Ma ti costruisce anche le strade per agevolarti i commerci, istituisce tribunali per non lasciarti alla legge della giungla, costruisce acquedotti per irrigare i tuoi campi e dissetarti, ect,ect. In cambio deve tassarti. Se ti tassa nella misura giusta sarà un problema eterno. Gesù ti insegna ad affrontarlo in un certo modo. Cioè ad essere dalla parte del perdente piuttosto di quella di chi commette il torto.

Ma quello che non dice ma può lasciarti pensare è, che se tu ne hai tante di quelle monete, ne puoi restituire tante. Se ne hai poche, o non ne hai affatto come fai a restituirle? Ed ecco che qui secondo me, Gesù non ha mai voluto addentrarsi più di tanto nei problemi terreni. (tranne il modo per risolverli: la pazienza. Oggi si dice non violenza) Ma qui, secondo me, stava suggerendo che non tutti devono pagare le tasse allo stesso modo, ma chi riusciva a far fruttare di più le possibilità che lo Stato gli metteva a disposizione di più doveva restituire. Chi non ce la faceva nemmeno ad arrivare a fine mese, così direbbe oggi anche Gesù, cosa doveva dare a Cesare? Patate? ma erano di Cesare le patate? C'era la sua faccia sopra?

Il discorso non è semplice infatti ancor oggi fior fior di economisti "se le danno di santa ragione" passando da una "moda" ad un'altra. Sono sicuro che se Gesù avese voluto avrebbe scritto una "Bibbia" dell'economia valida ancora oggi. Ma non era quella la Sua Missione.

Altri indizi che fanno capire come il mondo dell'economia non Gli fosse estraneo sono la battutta sulla povera vedova che lasciando pochi spiccioli in elemosina viene addittata come esempio di grande carità perchè ha dato TUTTO quello che aveva tranne l'indispensabile per sopravvivere. Se altri avessero voluto essere alla pari avrebbero dovuto donare magari una casa avendone due, ect.

E poi le altre parabole sui talenti, sui vignaioli assunti a giornata, ect. Sicuramente non era comunista, ma neppure molto tenero con i ricchi, mi pare....

Un'altra Laurea che vorrei attribuire a Gesù è quella di etologo. A me pare conoscesse tanto gli uomini quanto diversi animali, compresa la teoria della evoluzione. Intanto, quando dice che siamo tutti fratelli, mica pensa che abbiamo tutti la stessa mamma. Ma che, alla lontana discendiamo tutti da un progenitore comune, questo sì. E se siamo passati attraverso fasi animalesche o cellulari e che "l'anima" o il punto da cui ci possiamo chiamare uomini sia "scattato" 1.000.000 o 10.000 anni fa a Gesù poco gliene avrebbe importato e poco ce ne dovrebbe importare a noi. A Lui importava dall'oggi in poi. Imparava dal passato quel tanto che basta, per meglio spiegare il futuro.

Il detto "porgi l'altra guancia" ricorda in modo impressionante il comportamento dei lupi e di altri animali che vivono in branchi (come noi). I lupi spesso si azzuffano in pratica per stabilire il proprio gradino nella gerarchia del gruppo, tentando ogni tanto di salire. Il perdente, quando se ne rende conto, mostra la vena giugulare all'avversario (l'altra guancia in pratica) in segno di resa. Questo potrebbe ucciderlo facilmente, ma capisce che ha conquistato ciò che voleva e soprattutto sa che per il branco è importante avere un elemento in più nelle prossime cacce, oltretutto col "turno" di mangiare dopo. Per cui un fortissimo istinto gli impedisce di ucciderlo. Con questa tecnica il lupo o meglio i lupi sono diventati  tra gli animali più forti. Con queste tecniche l'uomo potrebbe restare l'animale più forte che c'è. La pazienza dell'ultimo torna ad essere protagonista reggendo il castello degli altri sopra di lui. Se è vero che esiste un al di là non mi stupirei davvero che le posizioni si invertissero.

Per un certo verso noi siamo lupi, per un altro pecore. Sempre animali sociali, da branco. Quante volte Gesù ce lo ha detto, e a parte qualche riferimento all'agnello sacrificale di cui non me ne intendo, spesso voleva proprio dire che andiamo dietro al primo che si muove, senza chiederci perchè. Però non è un ragionamento sbagliatissimo nei grandi gruppi, mandrie, greggi, banchi di pesci, etc. che spesso non vedono cosa succede ai bordi del gruppo, e allora "ragionano" che se il mio vicino va in quella direzione è perchè avrà visto il suo vicino, il quale a sua volta avra visto il suo fino all'ultimo che effettivamente ha visto o un pericolo o del cibo o così via. Però il succo è che Lui diceva che c'è carenza di buoni Pastori. I pastori gli etologi ora lo sanno anche loro, non sono altro che pecore capobranco. Gesù sosteneva che c'è carenza di uomini guida di buona volontà, non di tanta volontà. Quella ce l'aveva anche Hitler. Anche i branchi più immensi sono guidati da qualche elemento che determina spesso la fortuna o la sfortuna di tutto il branco. E credo sia decisamente più vero per gli uomini che per le sardine.

 GESU' EGOISTA?

Gesù siede alla destra del padre. Cioè il più bel posto del paradiso.  Lui lo sapeva, infatti lo predicava continuamente, e sapeva che doveva passare attraverso quell'agonia, per un premio incommensurabilmente più grande. D'altronde il suo insegnamento "se vuoi essere il primo diventa l'ultimo" è comunque finalizzato a primeggiare....all'egoismo, nell'aldilà, per chi ha la fortuna di crederci, ma sempre egoismo è. Forse chiunque ne fosse incrollabilmente certo, partirebbe missionario domattina.

 

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